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Commento articolo sul giornale il Ginnasta di luglio\agosto 2009

Sono tornato dal Senegal, dove sono stato incaricato dalla FIG ( Federazione Internazionale Ginnastica) a tenere un corso di formazione per tecnici, senegalesi e algerini, e l’allenamento per 22 ginnasti e leggo sulla rivista della FGI “il Ginnasta”, luglio\agosto, pag.26, delle dichiarazioni di Eugenio Shenderey che mi hanno lasciato stupefatto.


1)    Parla di Mikhail  Klimenko in maniera pomposa.
2)    lo fa anche di sé dicendo che il suo ginnasta, Rocco Amboni, ha vinto le medaglie.
3)    Dice che Jury Chechi era poco dotato ed era un gran lavoratore.
4)    Dice ancora che Bucci non ha raggiunto buoni risultati per colpa dell’allenatore che lo spingeva troppo.
5)    Ne ha anche per la femminile italiana che per Pechino 2008  è stata preparata male.
6)    Accusa anche la FIG per avere le sue colpe, ma non dice quali.
7)    Elogia gli allenatori che hanno avuto successo come Liukin.
8)    Infine dice che ha trasmesso al sottoscritto le sue esperienze russe e che io dico che gli allenatori stranieri non vanno bene in Italia.


Caro Eugenio, da quanto dici sembrerebbe che bastasse essere russo per avere una garanzia d’ Doc, che gli italiani non hanno fatto niente di buono. Non è così, Eugenio! Al riguardo, senza fare nomi, abbiamo avuto di recente campioni del mondo e olimpici made in Italy, e non mi sembra poco, o rivendichi la paternità russa per questi risultati?


In ogni caso vediamo di rispondere a tutte le tue affermazioni.


1)    intanto, Eugenio, ti devo dire che io sono stato un estimatore di Klimenko e non aggiungo altro per rispetto alla sua memoria e non tirandolo in ballo come fai tu con la tua polemica.

2)    In quanto ad Amboni mi sembra esagerato tu dica che era un tuo ginnasta quando prima di te ha avuto altri buoni allenatori chi lo hanno allenato a lungo. In quanto ai suoi risultati sminuiti dal fatto che pur avendo talento da vendere ha ottenuto poco perché lavorava poco, infatti fai il confronto con Jury che i risultati li avrebbe ottenuti per questa ragione. Forse tu non lo sai, Eugenio, ma il primo allenatore di Amboni, di Bergamo, che ho conosciuto molto bene, mi diceva che era un gran lavoratore, perché allora tu dici il contrario? Eugenio, te la do io un'informazione per come essere in sintonia col ginnasta! Se per Rocco andava bene così non si può dire che ha sbagliato, infatti le medaglie le ha vinte, semmai sei stato tu a non capire che quello era il suo valore, non quello che ipotizzavi tu, accusandolo di avere fatto poco e mancandogli di rispetto con le dichiarazioni che si leggono sul “il Ginnasta”.       

3) Parli di Chechi, in un confronto con Amboni, dicendo che era un gran lavoratore, bravo Eugenio, se dovevi essere scortese ci sei riuscito in pieno e ti spiego perché. Chechi ha avuto una carriera così lunga di successi, ti ricordo che ha vinto sei mondiali consecutivi e una medaglia di bronzo olimpica a 35 anni, senza parlare del resto, e da quanto tu dichiari sembrerebbe siano arrivati  perché era un gran lavoratore! Ti rendi conto che non puoi essere credibile, Eugenio, se dici che bisogna essere lavoratori per ottenere risultati senza evidenziare il resto? La forza più nobile che viene dal cervello, per esempio! Perciò lascia stare Chechi che è ben differente da come lo fai apparire nel servizio su “il Ginnasta”.

4)    In quanto a Paolo Bucci che, secondo te, Eugenio, non ha raggiunto successi perchè allenato male, mi limito a dire che ti viene facile emettere sentenze che sarebbe meglio le tenessi per te.  

5)    La squadra femminile italiana a Pechino non ha avuto il successa sperato, ma ha avuto le finaliste e non mi sembra cosa da poco. E poi cosa ne sai tu di ciò che può essere successo durante la preparazione? Dal momento che fai credere di saperla lunga in materia di ginnastica, è mai possibile che, per aver visto le ginnaste negli occhi in televisione, tu possa affermare che  la preparazione è stata sbagliata? No, Eugenio, non fare il sentenzioso per compiacere chissà chi,  è fuori luogo!   

6)    Dici inoltre che anche la FIG ha le sue colpe. Quando si lavora gli errori sono quasi inevitabili e anche la FIG, come tu dici, può averne commessi ma, invece di attribuire colpe, bisognerebbe dire quali sono oppure stare zitti.

7)    Sei molto bravo a elargire elogi agli allenatori che vincono, se poi sono russi sei ancora più bravo! Ma lo sai che tutti sono capaci di farlo? Io per primo durante la diretta televisiva della Svizzera Ticinese, da Pechino, per l’occasione ero assistente tecnico del cronista ufficiale, ho elogiato Liukin per l’impresa ottenuta addirittura con la Figlia, che è ancor più difficile. Trovo quindi che ci sia del vizio nell’esaltare i russi come fai tu e far apparire che qui non si è capaci di riconoscere quelli bravi. Ma critichi il responsabile della squadra italiana femminile per il risultato, secondo te, scadente alle Olimpiadi di Pechino invece di elogiarlo per avere vinto con Ferrari il Titolo Mondiale al-around, il più prestigioso dei titoli e quant’altro.

8)    Dici anche che hai trasferito a me le tue esperienze russe: hai forse dimenticato che abbiamo avuto grosse discussioni perché non condividevo certe tue idee? Hai dimenticato che ti avevo accusato di non essere stato capace di correggere ad Amboni la granvolta alla sbarra perché la realizzava con errore? Hai dimenticato che io ho fatto la scuola dello sport dalla quale ho appreso un’infinità di conoscenze utili? Hai dimenticato che ho fatto due Olimpiadi e ho avuto allenatori valenti dai quali ho appreso molto? Hai dimenticato che quando sei arrivato in Italia allenavo già da anni? Lo sai che io ero il responsabile della squadra nazionale italiana maschile nel quadriennio Olimpico 2001\04 e che quella squadra ha vinto parecchio chiudendo il ciclo con Cassina medaglia d’oro alla sbarra e Chechi il bronzo agli anelli, tutto made in Italy? Ma è vero che tu mi hai raccontato molte cose della scuola russa. Resta però da vedere come io abbia messo a frutto il mio lavoro per avere avuto i miei risultati.
In quanto al tuo sentito dire secondo cui sostengo che gli allenatori stranieri non vanno bene in Italia, non c’è niente di più bugiardo: io ho sempre sostenuto che ci sono allenatori non all’altezza e che sono stati accettati solo perché russi, di questo potrei fare degli esempi ma non è il caso, che allenatori stranieri sono stati pagati a dismisura, rispetto a quelli italiani più bravi non pagati che hanno ottenuto i risultati che dovevano ottenere gli stranieri. Ho sempre sostenuto che il responsabile della nazionale dovrebbe essere un italiano, ameno che si tratti di uno straniero di comprovata capacità, come abbiamo già avuto in passato! Aggiungo inoltre che ho sempre speso parole di consenso su di te,  Eugenio, per il beneficio che portavi alla causa della ginnastica italiana.


Come vedi, Eugenio, hai detto molte cose che sarebbe stato meglio non dicessi.

Con questo ti mando un saluto cordiale unitamente alla famiglia e tanti auguri!

Bruno Franceschetti