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Commenti tecnici campionato A1/A2 terza prova

 

Anche la terza gara, svoltasi nel meraviglioso palazzo dello sport di Modena, ha fatto vedere le solite mancanze e alcuni aspetti positivi.

 

Le mancanze riguardano principalmente il pubblico e la giuria:

 

a)   Il pubblico era scarsissimo pur trattandosi di gare d'alto valore tecnico, considerata la presenza di campioni finalisti e medaglisti agli Europei di Milano, aprile 2009, di cui Alberto Busnari 5° al cavallo con maniglie, Jordan Jotchev, Matteo Morandi e Matteo Angioletti classificatisi 2° - 4° e 7° agli anelli, Enrico Pozzo 6° nella classifica generale individuale oltre alla medaglia Olimpica Igor Cassina. Ciò può significare solo che non è stata fatta la necessaria propaganda dell’evento sportivo, che avrebbe potuto richiamare i nomi importanti. Purtroppo si tratta di un fatto che si ripete spesso, e da stimatore e amante della ginnastica artistica ne sono molto amareggiato.

b)      In questo sport le giurie sono sempre state un problema: vuoi perché è difficile giudicare, a volte perché lamentarsi sembra un atto dovuto, altro perché essendo sport artistico il verdetto spesso diventa soggettivo. Considerazioni che riconoscono alle giurie tutte le attenuanti possibili, ma l’impressione avuta in questa gara è quella di alcuni giudizi approssimativi, in particolare al corpo libero, dove i giudici non hanno tenuto conto di alcune regole che il Codice dei Punteggi impone; esempio chiaro, che non dovrebbe passare inosservato, l’ampiezza nell’acrobatica. Tutto questo mi fa pensare ad  una scarsa conoscenza di come deve essere applicato il Codice dei Punteggi e anche qui, a mio avviso, la responsabilità cade sui responsabili del corpo giudicante.

 

Gli aspetti positivi riguardano il numero di ginnasti giovani e meno giovani:

 

a)      L’aspetto confortante riguarda i  giovani che mostrano la potenzialità di quel settore. Purtroppo pochi di questi esprimono la bella ginnastica e quelli che riescono lo fanno solo in alcuni attrezzi, segno evidente che vi è approssimazione nell’impostazione tecnica.     

b)      Un altro aspetto positivo riguarda la partecipazione di ginnasti non più giovani. Ciò fa pensare che il campionato è catalizzatore, eleva nei ginnasti lo spirito agonistico e la voglia di andare in palestra, per questa ragione il campionato dovrebbe godere di maggior considerazione da parte della Federazione Ginnastica Italiana, invece cosa è stato deciso? Di ridurre il campionato a quattro gare anziché aumentarle per alimentare la passione dei ginnasti e quella campanilistica, che può esserci solo con il maggior coinvolgimento nell’arco dell’anno.

c)      Se la numerosa partecipazione di ginnasti al campionato è un fatto positivo, e lo è, non si riesce a comprendere perché ai ginnasti stranieri, che solitamente sono dei campioni, è impedito di esprimersi in tutti gli attrezzi. Forse perché deve essere dato spazio ai giovani italiani? Se così fosse, perché prevedere solo due ginnasti anziché tre per attrezzo? Così facendo molti ginnasti si vedono costretti a fare molta palestra senza riuscire a dare sfogo alla fame agonistica, con il rischio di vederli sparire dalla ginnastica. Forse perché le gare diventerebbero troppo lunghe? Se fosse per questa ragione basterebbe prevedere quattro attrezzi in ogni gara anziché sei; oltretutto diventerebbe più facile la preparazione, considerando le notevoli difficoltà che affrontano le AS, e magari vedere meno errori.

 

In sostanza si notano scelte degli organi responsabili che vanno al contrario dello sviluppo tecnico, del coinvolgimento agonistico, dello spettacolo, delle passioni del pubblico in generale e di quello locale. Tutti aspetti che potrebbero, nel tempo, portare ad un maggior interessamento degli sponsor.

Forse bruno Franceschetti è un sognatore, ma ha la pretesa di avere espresso delle opinioni che rispecchiano la realtà e, francamente, non è confortante per la ginnastica italiana.

 

Bruno Franceschetti